MARZO 2022 – A Bolzano si sperimenta il futuro del trasporto pubblico
SASA, a Bolzano, vanta una delle flotte più interessanti d’Italia dal punto di vista tecnologico. La realtà altoatesina, da anni, ha puntato sulla transizione energetica, abbracciando le opportunità messe in campo dall’elettrico e dall’idrogeno. In questa cornice, o meglio, in questo processo, com’è e come sarà composto il parco mezzi? E quali i progetti futuri? Domande alle quali risponde per noi l’ingegnere Luigi Lugaro Chief Technology Officer di SASA che non ha dubbi: La flotta futura sarà un misto di tecnologia elettrica e a idrogeno.

Il tema della transizione energetica in SASA è stato pianificato da tempo, miscelando diverse tecnologie: ingegnere, a lei.
Sì, esattamente. In SASA abbiamo un piano di decarbonizzazione molto stimolante già iniziato con l’introduzione di bus a idrogeno ed elettrici. Per noi, in questo momento, è fondamentale avere entrambe le tipologie di trazione in tutte le condizioni di esercizio, così da massimizzarne l’utilizzo e minimizzarne il costo al chilometro.

Come è composta oggi la flotta di SASA?
Attualmente abbiamo in servizio circa 350 mezzi di cui, una quota parte rilevante – circa 260 – ibridi e diesel, ma stiamo introducendo i nuovi mezzi green: 14 a idrogeno e 8 bus elettrici. Stiamo incrementando in modo massivo questi nuovi mezzi sostituendo i mezzi convenzionali.

I finanziamenti per il parco circolante non insisteranno più sull’opzione diesel. Ecco, a Bolzano gli autobus elettrici troveranno applicazione solo su profili urbani oppure la strategia prevede livelli di gestione di ricarica tanto flessibili da assecondare anche esigenze extraurbane?
I mezzi a zero emissione possono coprire i servizi urbano ed extraurbano. Le dinamiche e le performance permettono di fare tutto quello che veniva fatto da un classico bus extraurbano. Visti i costi d’acquisto l’azienda vuole avere la possibilità di utilizzare i bus elettrici su diversi profili di missione, e infatti stiamo lavorando in questa direzione.

Il cambio da termico ad elettrico è un vero cambio di paradigma, anche a livello culturale per l’azienda di trasporto. Come vi siete strutturati per far fronte a questa sfida?
Questi nuovi autobus richiedono competenze nuove e diversificate. Il software che gestisce l’energia di queste macchine, per esempio, è un elemento centrale, motivo per il quale la diagnostica e la sua interfaccia con la centrale operativa diventa cruciale. Non a caso stiamo investendo tantissimo in queste nuove competenze, in gestionali innovativi e in sistemi che permettono di massimizzare ed efficientare l’utilizzo dei bus elettrici.

Parliamo ora di manutenzione, vi servite di full service?
Sì, stiamo utilizzando lo strumento del full service, anche se vogliamo però aumentare le nostre skills in settori specifici, come l’energy management system e le competenze elettriche e meccatroniche così da essere più reattivi nei confronti dei nostri costruttori e, contemporaneamente, utilizzare in modo più agile gli stessi contratti di full service.

Ultima domanda. Avete una delle flotte più interessanti d’Italia dal punto di vista tecnologico: guardando al futuro, come avete pianificato l’evoluzione della flotta?
La flotta futura sarà un mix di tecnologia elettrica e idrogeno. Un aspetto per noi molto importante è la valutazione analitica di tutta la ‘catena elettrica’ del trasporto in quanto questi nuovi mezzi necessitano di investimenti significativi nella parte infrastrutturale e nella gestione dell’energia. Elementi che hanno ricadute importanti sulla progettazione di nuovi depositi e sui punti di ricarica, siano essi elettrici o a idrogeno.

Ringraziamo Luigi Lugaro per aver condiviso con La Città dell’Autobus queste interessanti e stimolanti riflessioni.
Qui l’articolo relativo alla tappa di Bolzano di eCitaro G Tour, in collaborazione con SASA.

 
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