Parliamo con Tiziana De Angelis, Amministratore Unico dell’azienda De AngelisBus srl di Matera.

“Pronto Tiziana. E’ un buon momento per l’intervista? So che lei è una persona molto impegnata”
“Ah sì, possiamo chiacchierare. Stranamente sono fuori azienda, ho preso qualche giorno per me, possiamo chiacchierare tranquillamente.”

Mi dia qualche informazione sulla sua azienda De AngelisBus.
Un’azienda familiare dal 1958 grazie a mio padre che, dopo un’esperienza all’estero in Venezuela, ritorna in Italia e, avendo una passione per i motori, acquista i suoi primi autobus per il trasporto pubblico di linea nella zona in cui aveva sede l’azienda, a Matera appunto. Ha continuato con tanta passione il lavoro, che ha trasmesso anche a me, da giovane laureata. Andavo nei weekend a dare una mano, arrivato il momento di grande difficoltà per l’azienda ho deciso di portare avanti questa missione. Anche dopo la morte di mio padre. E ora è diventata il mio scopo di vita. Non le nego che questo tipo di aziende condizionino la vita, perché prendono tempo come delle piccole creature di cui ti devi prendere cura. L’azienda è molto cresciuta in questi anni, abbiamo un’organizzazione molto più strutturata, abbiamo rinnovato completamente il nostro parco mezzi. Attualmente abbiamo 15 dipendenti in media nel periodo di alta stagione. Sono contenta perché questa sfida è stata vinta con grande soddisfazione assieme a un gruppo di giovani collaboratori che mi segue e questo mi dà stimoli per andare avanti.

Una bella sfida occuparsi di un’azienda familiare in un mondo prettamente maschile.
Certo, è un settore molto maschile. Non le nego che all’inizio ero molto più ottimista, poi mi sono scontrata con una realtà ed un settore per lo più al maschile… beh, diciamo che ogni tanto c’è qualche ostacolo in più.

Che studi ha fatto?
Mi sono laureata nel 1995 in Economia e Commercio e ho anche varie specializzazioni in diritto tributario. In realtà quest’ultime mi sono servite all’inizio, perché poi mi sono formata più sul mondo dell’autobus e del trasporto pubblico.

In quali anni ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia?
Durante il periodo universitario io c’ero sempre. Ho seguito anche l’agenzia viaggi di famiglia finché c’era mio padre, occupandomi di entrambe le cose. Poi, a seguito della sua morte, l’azienda è diventata il mio impegno principale e mia sorella si è occupata, fino ad oggi, dell’agenzia viaggi.
Io sono Amministratore Unico e sono orgogliosa di avvalermi, in azienda, di collaboratori leali.

Quali sono gli aspetti gratificanti e quelli faticosi di questo lavoro?
Gratificante è vedere che i collaboratori ti danno uno stimolo per investire e crescere. Siamo una squadra e una grande famiglia, i giovani sono quelli che mi motivano più di tanti altri. Si sono creati legami di stima con i collaboratori, i clienti, i fornitori. E questo aiuta nei momenti di difficoltà che attualmente sono legati al trasporto pubblico dove è difficile dialogare con gli enti. In Basilicata in questi anni si fatica molto dal punto di vista lavorativo. Negli incontri regionali di settore sono tutti uomini, siamo solo in due donne.

Spesso è difficile inserirsi in dialoghi, modus operandi che sono tutti al maschile. Ho imparato col tempo e mi affido a chi mi dà consigli, ma devo avvalermi di collaboratori capaci e leali. All’inizio ero preoccupata, ma ora so che tutto si supera e non mi spaventa nulla. Basta avere determinazione e caparbietà, tutto si supera. La marcia in più non è legata al genere, bensì al carattere e alla professionalità. Essere donna può essere un vantaggio quando tutti sono convinti che, in quanto donna, puoi fare meno, mentre invece li sorprendi e si accorgono che fai le stesse cose ed anche meglio. Penso che una donna possa essere più rassicurante col personale, accomodante e capire la psicologia. Non vado a muso duro, ma cerco di comprendere a fondo le eventuali problematiche o richieste. E ottengo più risultati. Non un atteggiamento materno, ma più comprensivo, che non va verso lo scontro, ma cerca il dialogo. 

In quale settore vi siete specializzati di più, nel TPL o nel settore turistico?
Abbiamo lavorato molto sul turismo, perché il trasporto pubblico non permette di crescere moltissimo in questo contesto storico. Siamo legati ai consorzi, a delle gare pubbliche, siamo più vincolati a determinati meccanismi. Mentre nel turismo c’è un mercato più libero. Con l’intraprendenza e la creatività, lì possiamo dare il meglio. Abbiamo ottenuto più risultati.

Parlando di flotta, cosa apprezza di più dei nostri autobus?
La flotta è composta tutta da meccanica Mercedes. Dai piccoli, ai medi e grandi. Sul trasporto pubblico sono mezzi più datati, è stato appena sbloccato il piano degli investimenti, quindi andremo a rinnovare la flotta. Abbiamo Sprinter, Setra ed anche l’ultimo Tourismo nel nuovo restyling. Il vantaggio dei vostri prodotti sono i costi di manutenzione minimi, i valori molto bassi nei consumi, l’affidabilità ed il confort. Portare un veicolo nuovo in azienda vuole dire guadagnare dal punto di vista commerciale, delle garanzie, del risparmio costi… un investimento insomma. Abbiamo acquistato nuovi clienti lavorando con mezzi nuovi abbassando decisamente la media dell’anzianità del parco veicoli. Ci si è ampliato lo spettro delle possibilità di lavoro, quindi di lavorare meglio con clienti migliori ed aumentare i margini di guadagno.

Come vede l’autobus del futuro?
A me che piace molto viaggiare, lo vedo come un mezzo più comodo. Per le lunghe tratte, mi piace lasciare più spazio al comfort che ad altri aspetti. Sugli autobus acquistati da voi, ho pensato di diminuire il numero dei posti a sedere proprio per ottenere il massimo del comfort. E sono patita per gli abbinamenti e la grafica. Fa tanto l’impatto estetico di un autobus per le linee e i colori interni ed esterni.

Cosa ne pensa della mobilità ibrida ed elettrica?
Sono il futuro. Per noi ancora lontano nel sud Italia. Fa bene chi investe sin da ora.

Se ricevesse un autobus da trasformare nell’identità, lei cosa ne farebbe?
Un nostro autobus venduto ad una nota azienda di bevande è diventato una sala d’ascolto di musica. Fanno concerti sul tetto di un vecchissimo autobus. Anche noi volevamo trasformare un vecchio Setra, ma il progetto è stato bocciato nel 2011, facendolo viaggiare per i comuni della Basilicata proiettando filmati storici a tema sulla base degli itinerari di viaggio scelti. Il tutto per fare rivivere il passato storico delle nostre terre. Come dicevo, il progetto non è andato avanti perché, all’epoca, non finanziavano interventi sugli autobus, quindi non è stato possibile. Non sarebbe stato un semplice viaggio, bensì un racconto dove protagonista sarebbe stata la Basilicata.

Ha un consiglio da dare ai giovani su come coinvolgerli nel mondo del lavoro?
Bisogna avere passione a prescindere dal lavoro che si fa. Come coinvolgerli sul nostro settore? Ad esempio, nel trasporto pubblico, sensibilizzare le scuole al rispetto del viaggio. Il rispetto dei mezzi, facendo educazione civica, perché spesso gli autobus tornano distrutti e vandalizzati dagli studenti. Sensibilizzazione e formazione sul modo di viaggiare in maniera civile. Abbiamo anche scritto una nota a tema alle scuole, invitando tutti ad essere responsabili nel controllo e rispetto del mezzo a fine gita. L’educazione al viaggio, allo stare insieme, all’autobus come mezzo collettivo di tutti.

Ringraziamo Tiziana per l’energia che ci ha lasciato nel pensare che lo spirito di squadra e la lealtà dei collaboratori siano valori fondamentali per riuscire ad andare avanti. E buon viaggio a tutti, perché viaggiare insieme rende liberi.

Ringraziamo Elena Coppi di EvoBus che ha realizzato quest’intervista per La Città dell’Autobus.

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