APRILE 2020 – Elmer Mosca, il nostro “super esperto” normativo che segue le omologazioni in EvoBus Italia, ormai ci ha abituato a spiegazioni molto chiare di argomenti legislativi notevolmente complessi.
Dopo la completa presentazione del Tachigrafo Smart DTCO 4.0, la Città dell’Autobus si è nuovamente avvalsa del supporto di Elmer per affrontare un tema impegnativo: il nuovo processo immatricolativo.

Una domanda “ad alto tasso di burocrazia”: che cos’è il NPI, il nuovo processo immatricolativo?
E’ un’innovazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che mira proprio a rendere più fluida e rapida la burocrazia delle immatricolazioni, rendendo possibili trasmissioni telematiche che sostituiscono lo scambio documentale precedente.
L’immatricolazione di un autobus può basarsi sul cosiddetto COC, certificato di conformità, una completa dichiarazione del costruttore relativa all’omologazione e alla conformità alle normative di tutte le componenti del mezzo. Il COC tedesco è riconosciuto dal Ministero italiano, ma non viene accettato automaticamente, deve essere preventivamente verificato in quella che si chiama “trasposizione di omologazione”.
Per quest’operazione il vecchio sistema prevedeva che i dati del veicolo venissero anticipati prima dell’arrivo dell’autobus attraverso uno scambio documentale, oggi i dati del COC possono essere trasmessi in via telematica, con una serie di vantaggi per tutti: per il cliente che ha acquistato l’autobus, per gli importatori e per gli uffici che devono gestire le immatricolazioni.

Quali vantaggi offre il nuovo processo immatricolativo rispetto a quello precedente?
Innanzitutto mira a ridurre le tempistiche velocizzando gli scambi; è più sicuro, in quanto garantisce una correttezza dei dati ineccepibile perché il COC del veicolo viene trasmesso in via telematica e non può essere in alcun modo manipolato; garantisce una maggior fluidità burocratica che si traduce in meno rischi di problemi nella fase finale, evitando ritardi nelle consegne.
Un esempio: la semplice variazione di un allestimento nell’ordine di un veicolo comporta una variazione nel COC. Con il sistema precedente succedeva che il nuovo COC non corrispondeva a quello condiviso in fase iniziale col Ministero e l’immatricolazione si bloccava. Oggi io posso monitorare, e lo faccio quotidianamente, gli ordini dei commerciali, verificare che non vi siano variazioni rispetto ai COC comunicati telematicamente e, in caso contrario, aggiornarli in tempi rapidi in modo che non si verifichino problemi nel buon esito dell’immatricolazione.
Anche per il mio lavoro, quindi, questa modalità telematica ha rappresentato un notevole passo avanti nel favorire la comunicazione e lo scambio documentale con gli enti.
Ora il processo è completamente centralizzato: la motorizzazione appone un codice anti falsificazione che sblocca il COC e rende disponibile la targa in qualunque UMC d’Italia.

Quando è stato introdotto il nuovo processo immatricolativo?
Si chiama “nuovo” ma non è proprio nuovissimo –
sorride Elmer – risale alla fine del 2015. In quell’anno il Ministero destinò ingenti investimenti economici per la realizzazione del sistema, a novembre 2015 annunciò la disponibilità del nuovo processo e invitò i costruttori ad utilizzarlo, dopo numerosi tavoli tecnici sul tema.
Nell’immatricolazione delle autovetture, che prevedono volumi molto più grandi il sistema, è già attivo da tempo e universalmente adottato. Per gli autobus, invece, pochi costruttori hanno aderito.
Con un certo orgoglio posso dire che EvoBus è stato il primo ad aderire e tuttora siamo solo due costruttori ad utilizzare l’NPI. Questo è dovuto al fatto che molti costruttori meno strutturati o con volumi di produzione inferiore non hanno il COC e quindi non possono accedere all’NPI. Il Ministero è dunque obbligato ad operare con una doppia gestione, utilizzando entrambi i processi, a seconda delle aziende.
Questo un po’ vanifica la rapidità delle approvazioni, perché il Ministero è ancora pesantemente impegnato nella gestione documentale di chi non accede all’NPI.

Lei ci riferisce spesso di tavoli tecnici e scambi con il Ministero. E’ frequente la consultazione dei costruttori da parte delle istituzioni?
Certo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dialoga con gli operatori di settore e convoca tecnici e rappresentanti del mondo dell’autobus per condividere informazioni e raccogliere istanze.
Noi partecipiamo sempre con il massimo senso di responsabilità, mettiamo a disposizione la nostra competenza e siamo orgogliosi che ci venga riconosciuta autorevolezza su questi temi.

Quindi il COC trasmesso in via telematica e convalidato è sufficiente per ottenere l’immatricolazione?
No, per gli autobus, che sono veicoli destinati a trasportare passeggeri e quindi giustamente attenzionati e controllati, è prevista anche la visita di prova.

Grazie a Elmer Mosca per le interessanti e utili informazioni, restiamo in contatto per altre prossime delucidazioni.

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