Oggi la Città dell’Autobus ha il piacere di intervistare uno dei protagonisti più brillanti del nostro settore: Gerardo Marino, amministratore unico delle autolinee Marino di Altamura (BA) che con la sua squillante flotta da 150 autobus rossi contrassegnati dal Picchio, numerosi a marchio Setra, percorre l’Italia e l’Europa con le sue linee interregionali a lunga tratta.
L’occasione per questa conversazione è l’inaugurazione della nuova sede e dei nuovi uffici MarinoBus che, in ogni dettaglio, raccontano le radici dell’azienda e le passioni di chi la guida.
Intervista a Gerardo Marino Marino bus

Congratulazioni per la nuova sede: ambienti accoglienti e funzionali e un arredamento molto personale: gigantografie, locandine pubblicitarie d’epoca, teche piene di modellini di autobus… quando l’avete inaugurata?
La nuova sede, in realtà, è già operativa dallo scorso anno: 800 mq di uffici e di aree tutte nuove in cui operiamo insieme ai collaboratori. Avremmo voluto dedicare a questi spazi un’inaugurazione ufficiale, ma poi siamo stati subito assorbiti dal lavoro e non c’è stato il tempo – negli ultimi anni, con l’apertura del mercato che si è avuta dopo le liberalizzazioni, il nostro settore è in particolare fermento e sviluppo.
Così, per ora, ci siamo limitati a un’inaugurazione informale della sede e ci siamo messi subito al lavoro.
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Famiglia e impresa. Alle pareti della sede spiccano le immagini in bianco e nero di papà Michele e mamma Carmela.
Michele Marino, che fondò l’azienda nel 1957 fu un imprenditore visionario: in un’epoca in cui i grandi spostamenti avvenivano solamente su ferro, con rapidi e accelerati, intuì che – in tempo di boom economico ed emigrazione interna – l’Italia aveva bisogno di trasporto interregionale con autobus esclusivi e veloci.
Proprio così. Mio padre, infatti, – ricorda Gerardo Marino – il 24 aprile del 1979 ottenne una delle prime concessioni per i collegamenti dalla Puglia e dalla Basilicata per Milano e Torino.

Da quando lei ha raccolto il testimone, l’azienda di famiglia ha moltiplicato numeri e risultati. Quali valori nella vita professionale sente di aver ereditato da papà Michele e mamma Carmela?
L’intraprendenza da mio padre e l’amore per la cultura da mia madre, che era maestra elementare. E, da entrambi, ho ereditato la passione per quest’azienda e per questo lavoro. Pensi che la mamma è deceduta nell’87, papà nel ’98, entrambi vittime di incidenti stradali. Una vita dedicata agli autobus, tutti e due sono morti lavorando.

Come la famiglia d’origine, anche la sua famiglia attuale vive l’azienda al cento per cento.
Sì, sono coadiuvato da mia moglie Loredana che è molto presente in azienda, mi affianca in numerose attività e lavora tanto. Come la presenza di mia madre è stata indispensabile a fianco di papà, così Loredana è per me, e in lei ritrovo anche lo spessore culturale che mamma ha sempre apportato in azienda e in famiglia. Loredana, infatti, è laureata in giurisprudenza.

Qual è il maggior pregio e il maggior difetto di Loredana?
Il maggior pregio: la dedizione al lavoro. Il maggior difetto? La dedizione al lavoro – sorride Gerardo.

Se è vero che la passione per questo lavoro si eredita, riconosce qualche segno anche nei vostri figli?
I nostri tre ragazzi sono ancora molto giovani: Carmela ha 21 anni, Michela 16 e Nicolò 10.
In effetti, anche loro vivono immersi nella nostra attività perché talvolta ci si confronta su questioni di lavoro anche a casa. D’altronde è stato così anche per me; l’azienda ha sempre fatto parte della mia infanzia. Ricordo certe dormite da bambino sugli autobus guidati da mio padre che mi portava con sé in molti suoi viaggi.

Un altro particolare che non si può fare a meno di notare nella nuova sede è la splendida collezione di modellini di autobus, degna di un museo, esposta nelle teche. Quando è nata questa passione?
Molto tempo fa. La collezione l’ha iniziata mia madre e io ho proseguito. Oggi possiedo più di 1.000 esemplari.

Davvero una bella flotta in miniatura. Ha mai pensato di farne un museo?
Per ora sono stato un po’ egoista e ce li siamo goduti solo qui in azienda, ma sono intenzionato a organizzare un evento in cui esporre sia la mia flotta in miniatura che quella reale, affiancata da qualche esemplare di autobus d’epoca che possiedo. Inizialmente pensavo di organizzare questo evento a inizio 2019, poi ho preferito rimandarlo in attesa della consegna dei 22 nuovi Setra 531 DT che sono arrivati a maggio.
Intervista a Gerardo Marino Marino bus Intervista a Gerardo Marino Marino bus

La passione per le collezioni riguarda anche auto e moto d’epoca che hanno spazio nella nuova sede.
Sì, le moto mi accompagnano da sempre perché da giovane correvo nelle gare di motocross. – Proprio in una di quelle occasioni conobbe la moglie Loredana. – La passione per il motocross non mi ha mai abbandonato e l’ho sempre coltivata anche sostenendo un team.
E poi ci sono le auto, gli autobus…
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Il rapporto tra l’azienda Marino e EvoBus si può definire storico. Qual è stato il primo e l’ultimo autobus Setra o Mercedes che ha acquistato?
Il primo risale al 1982, anno del primo contratto firmato da papà con Kässbohrer.
L’ultimo? Sono i 22 Setra 531 DT acquistati quest’anno (Una super consegna che vi raccontiamo qui).

Grazie a Gerardo Marino per aver condiviso con noi questi ricordi e queste passioni.
Buon lavoro a tutta l’azienda Marino Bus nella nuova sede di Altamura.

Nuova Sede Marino Bus Altamura a Sede Marino Bus Altamura

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