Per EvoBus la consegna di un nuovo autobus è sempre un momento di grande soddisfazione, figuriamoci quando il cliente ha scelto Setra per la prima volta e quando a ritirare il nuovo veicolo abbiamo il piacere di accogliere una bella coppia di imprenditori, profondamente unita da un’invidiabile complicità e, tra le altre cose, da una comune passione per l’autobus.

In occasione del ritiro del nuovo Setra S 515 HD a maggio 2019 (consegna di cui vi parleremo presto nel blog), abbiamo rivolto qualche domanda ai coniugi Cristina Montaresi e Alberto Michetti, titolari di Montaresi Viaggi, di Viareggio in provincia di Lucca (visita il sito dell’azienda).

Ci raccontate la storia di Montaresi Viaggi, la vostra azienda di famiglia che quest’anno festeggia il centenario?

C. Nonno Antonio ha cominciato nel 1919 con le vetture. Poi, quando è subentrato mio padre che aveva una passione per i pullmann, ha sviluppato ulteriormente l’azienda e ha ampliato l’attività.
Io sono entrata nella ditta di famiglia affiancando mio padre e mia madre. Ho sposato Alberto e abbiamo proseguito insieme quest’attività che ci regala gioie, soddisfazioni, ma anche pensieri. Ci crediamo e continuiamo quello che è stato il sogno di mio papà che è sempre con noi.

A. Io sono entrato in Montaresi nel ‘98, da un’esperienza precedente di direzione commerciale in una ditta di abbigliamento…. L’ho fatto per scelta di vita – sorride Alberto – Sono sceso a Viareggio dal Piemonte a siamo entrati in azienda – dico “siamo” perché sono grosso e conto per due.
Era un’azienda familiare e io ho cercato di apportare una serie di cambiamenti soprattutto nelle dinamiche commerciali per favorire la crescita. Insieme a Cristina e alla sua famiglia abbiamo ampliato i settori di attività, i rapporti commerciali, anche esteri che non avevamo prima, abbiamo avviato nuove relazioni con tour operator e strutture alberghiere; questo ha consentito all’azienda di svilupparsi molto negli ultimi anni.

Pensate che le vostre due figlie seguiranno le vostre orme?

C. Adesso studiano ancora.

A. E’ presto per immaginare se ci seguiranno in azienda, una studia economia all’università, l’altra frequenta ancora il liceo.

Tanta storia alle spalle, grande impegno e passione;  siete stati premiati recentemente con riconoscimenti di qualità e professionalità. Quali?

C. Sì, è stato inaspettato… eravamo a cena e non ci avevano anticipato nulla. Questo riconoscimento è stata una sorpresa molto gradita.

A. Lo scorso l’anno a Londra con il tour operator Jet Tour di cui siamo partner, abbiamo avuto il premio come miglior servizio di trasferimento in Italia: miglior servizio a terra per cortesia degli autisti, per pulizia dei mezzi…

Il lavoro è una passione che occupa la maggior parte del vostro tempo. Oltre alla passione, cosa serve per tenere in movimento un’azienda e farla crescere assieme ai collaboratori? Un consiglio per le nuove generazioni in questo settore.

C. Il nostro valore aggiunto sono i nostri autisti. Gli autisti dei pullman lavorano con noi da diversi anni e anche negli uffici impieghiamo ragazzi molto capaci, eccezionali.

A. E’ un lavoro che si fa solo per passione, la parte economica arriva solo dopo. Le generazioni attuali tendono a volere il risultato immediato e con queste aspettative possono restare delusi. Noi oltre la passione, abbiamo anche dei valori di famiglia che trasferiamo anche ai collaboratori.
L’investimento primario in azienda è verso i nostri dipendenti, li riteniamo fondamentali, non saremmo quello che siamo, non avremmo avuto i riconoscimenti che abbiamo avuto senza il nostro team dietro. Ci confrontiamo, discutiamo, sempre con rispetto, in una vera e propria sinergia interna.

Avete anche autisti donne?

C. Autisti no, ma in ufficio sono tutte donne.

A. Io sono circondato da donne – sorride Alberto – a casa e in ufficio, immaginate la fatica… naturalmente scherzo, non potrei farne a meno assolutamente.

Con queste qualità e caratteristiche, siete ora clienti EvoBus Italia. Avete appena acquistato un Tourismo 17 RHD e oggi ritirate il Setra 515 HD. Cosa vi ha colpito di Mercedes-Benz e di Setra?

C. Il sogno di mio padre era il Mercedes e il Setra, quindi mi sembra di avergli fatto quasi un regalo. Il Mercedes che ci hanno proposto la prima volta era un 3 assi – la marca Mercedes naturalmente si conosceva – ma mi colpì perché non avevamo mai avuto questa tipologia di veicolo a tre assi. Il Setra, l’ho sempre amato, è stato il mio primo amore e si è concretizzato.

A. Per me Mercedes-Benz ha sempre rappresentato il punto di arrivo. Anche nella divisione vetture abbiamo 10 Mercedes in flotta e portare un’uniformità di brand in azienda era importantissimo. Un primo passo è stato fatto con l’acquisto del Mercedes e andiamo sull’eccellenza con questo Setra, la chiusura del cerchio.

Avete scelto tutto insieme?

C.

A. Sì, ci confrontiamo sempre.

Parlando di voi. Cristina, lei ama viaggiare. Se lei fosse alla guida o facesse da guida turistica, dove condurrebbe i suoi passeggeri con il Setra 515 HD? Alberto, lei è un sommelier qualificato; se dovesse battezzare il Setra 515 HD che ritira oggi con una bottiglia di vino – come si fa con le navi – quale vino toscano DOCG sarebbe perfetto e paragonabile al Setra?

C. Io amo Londra, partirei e andrei a Londra. Anzi, se l’oceano non fosse così grande da attraversare in bus, andrei a New York a trovare mio fratello.

A. Per battezzare il Setra opterei per una bottiglia di sassicaia. senza levar nulla agli altri grandi vini che abbiamo in toscana, il sassicaia è il top, elegante come il Setra, l’eleganza per eccellenza dei vini italiani.

… e con il sassicaia brindiamo virtualmente tutti insieme. In bocca al lupo a Montaresi e ai festeggiamenti per il centenario dell’azienda. Una gradevole conversazione che si conclude con un bacio che ci piace moltissimo ☺

Ringraziamo Elena Coppi che ha raccolto quest’intervista per La Città dell’Autobus.

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