OTTOBRE 2020 – Circa un mese fa abbiamo avuto il piacere di consegnarle le chiavi di un nuovo Citaro Mercedes-Benz e oggi, con altrettanto piacere, dedichiamo questa “intervista al femminile” a Maria Ansuini, presidente e legale rappresentate dell’azienda CAVS, società Cooperativa Autonoleggiatori Valle Sud, di Foligno.
Un’occasione per riparlare di trasporto scolastico, in queste settimane ripreso con tutte le incertezze legate all’anno di pandemia, delle sfide che il settore sta affrontando, ma anche delle sfide personali che una “signora dell’autobus” si trova ad affrontare nel rivestire un ruolo di responsabilità in un mondo a prevalenza maschile.

Come è entrata in azienda e da quanto tempo è in CAVS?
Pochi giorni fa, il 19 settembre, ho festeggiato i 41 anni in azienda – racconta con orgoglio Maria Ansuini – Sono entrata nel 79, CAVS era stata fondata da poco ed eravamo pochissime persone in azienda, non più di 7-8.
Sono approdata a questo lavoro davvero per uno strano destino: abitavo in un paesino di montagna e utilizzavo il servizio di trasporto CAVS per andare a scuola. Alla fine della scuola, l’autista del pullman – che era il presidente di allora – saputo del mio diploma in ragioneria, mi ha offerto la possibilità di entrare come ragioniera. Da lì, l’inizio della storia.
Ho visto e contribuito alla crescita di CAVS negli anni: all’inizio ci occupavamo solo di trasporto scolastico e molto marginalmente di noleggio, nel ‘90 si è aggiunto il trasporto di linea, abbiamo potenziato il settore turismo e abbiamo cominciato a partecipare e vincere gare per la gestione dei parcheggi, dapprima i parcheggi a raso e poi con barriere.
Oggi siamo diventati 18 soci e 36 collaboratori.

E’ ripartito il trasporto scolastico. Come sta andando? Avete incontrato difficoltà con i protocolli di sicurezza e con le capienze dei bus?
Lo scolastico è ripreso a pieno dal 14 settembre. Devo dire che i protocolli di sicurezza non ci hanno creato particolari difficoltà, anche perché eravamo attrezzati da tempo, già da quando a maggio i servizi di linea erano parzialmente ripresi.
Le capienze nel trasporto scolastico non sono un problema per noi perché molti tragitti sono inferiori al quarto d’ora di viaggio.
Nel trasporto di linea, invece, la Regione Umbria ha predisposto corse bis, raddoppiando i mezzi. Noi abbiamo potuto farlo utilizzando i nostri autobus da turismo e impiegando almeno 6 su 13 macchine, altrimenti ferme. Anche il nuovo Citaro K ritirato ad agosto è subito entrato in servizio.

Questo anno di pandemia, ha posto il settore davanti a molte difficoltà. Come state affrontando la sfida?
Per il mancato trasporto scolastico da marzo abbiamo perso i compensi economici. E nessun comune a oggi ha chiesto rimborsi destinati alla nostra categoria. Abbiamo fronteggiato i costi con gli arretrati che dovevamo incassare dagli anni precedenti.
Il turismo è praticamente fermo, oggi si muove solo il 10% della nostra attività abituale. Noi dedicavamo 4/5 autobus esclusivamente al turismo estero che si è azzerato. Rimane qualche gita di turismo interno, ma poca cosa.
Il trasporto scolastico è una goccia nel mare, le istituzioni non hanno preso ancora ad oggi alcun tipo di provvedimento per il trasporto turistico e prima o poi dovranno metterci mano. E’ vero che i leasing sono sospesi, ma le macchine invecchiano senza produrre reddito. Noi lavoriamo con tour operator americani che esigono autobus non più vecchi di 4/5 anni e non terranno conto di questi mesi di fermo.

Nel vostro parco mezzi i brand commercializzati da EvoBus sono ben rappresentati.
Sì, la flotta è prevalentemente Setra e Mercedes. Oltre ai recenti acquisti –un Citaro ad agosto e un Setra a gennaio – le Stelle in flotta sono davvero tante.

Quali ritiene siano gli aspetti più faticosi e più gratificanti del suo lavoro?
E’ un lavoro davvero impegnativo, bisogna stare sempre “sul pezzo”, prendere decisioni molto rapidamente e spaziare da un settore all’altro.
Però è molto gratificante vedere le macchine nuove e contribuire alla crescita dell’azienda.

In questo lavoro, in quale aspetto le donne hanno “una marcia” in più?
Ecco, adesso mi guadagnerò le antipatie dei colleghi uomini, ma noi donne siamo abituate a lavorare di più, perché da sempre ci viene richiesto di conciliare più richieste. Lavoro e famiglia, ad esempio.
Io per mia scelta ho rinunciato ad avere una famiglia, ma, anche volendo, non so se sarebbe stata compatibile con l’impegno totalizzante del mio lavoro.

Nel futuro si aspetta una maggiore presenza femminile nel mondo dell’autobus?
Francamente no, mi sembra tanto faticoso. Il nostro ambiente è molto maschile e non è facile per una donna esercitare un ruolo di responsabilità. Io ormai sono in questa posizione da 41 anni e godo di stima e riconoscimento, ma non è stato facile soprattutto in passato e nei confronti di collaboratori uomini più anziani che non erano contenti di avere una donna come superiore.

E’ evidente che le rimane pochissimo tempo libero, ma, quando può disporne, quali sono le sue passioni oltre il lavoro?
Il tempo libero me lo ritaglio. – sorride Maria – Adoro stare montagna nella mia casa in collina a 900 metri. Ho sempre amato viaggiare, anche se oggi lo faccio un po’ meno che in passato. E poi sono zia di splendidi nipotini…

Grazie a Maria Ansuini per quest’interessante conversazione.

Consegna Mercedes-Benz 2020 a CAVS

Maria Ansuini con l’area manager EvoBus Francesco Foglietta, in occasione della recente consegna dell’ultimo Citaro.

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