DICEMBRE 2021 – Il Mercedes eCitaro G ha effettuato un test per le vie di Genova nell’ambito del tour italiano promosso da EvoBus Italia. Per sapere di più sul futuro di una città che ha puntato tutto sulla mobilità a zero emissioni abbiamo intervistato Marco Beltrami, presidente AMT, che assicura: – il nostro programma prevede di arrivare alla piena elettrificazione entro il 2026 e il 18 metri elettrico è una delle opzioni per il progetto ‘4 assi di forza’. 

L’autobus elettrico è stato elevato a simbolo del trasporto urbano. Quali sono i programmi di Genova per i prossimi anni?
L’elettrico per noi è una scelta che è già presente ed è già futuro. Nella nostra visione strategica immaginiamo che l’elettrico sia la soluzione per tutto il trasporto urbano nella città di Genova – e prospetticamente qui faccio riferimento a una flotta di oltre 600 mezzi – come ugualmente pensiamo che l’elettrico strategicamente possa coprire anche parte delle esigenze del nostro servizio extraurbano, in quanto abbiamo alcuni servizi che possono essere gestiti con l’elettrico.

Quanti autobus elettrici sono attualmente in servizio a Genova?
In questo momento possiamo fare affidamento su 37 mezzi di nuova generazione in esercizio (esclusi i vecchi filobus) e prevediamo di arrivare ad almeno 82 mezzi, grazie a gare già concluse e gare in corso, più ad altre opportunità che stiamo esplorando. In aggiunta, abbiamo poi il progetto dei quattro“4 assi di forza per la città”, finanziato dal Mims, che prevede 145 mezzi 18-24 metri full electric che saranno la spina dorsale del trasporto pubblico genovese.

Uno dei temi che in questi ultimi mesi ha destato grande interesse (forse anche per le problematiche sollevate dal distanziamento) è quello che ruota attorno ai mezzi di trasporto di massa. Tra qualche giorno a Genova arriverà un Mercedes eCitaro G per un test. I vostri programmi prevedono la messa in esercizio di autobus di questa taglia?
Il nostro programma prevede di arrivare alla piena elettrificazione entro il 2026: questa è la premessa. In questo senso, sì, il 18 metri elettrico è una delle opzioni che stiamo valutando nell’ambito del progetto “4 assi di forza”. Insomma, crediamo che i mezzi da 18 metri elettrici nel futuro (elettrico) della città di Genova saranno strategici.

AMT ha già testato un eCitaro da 12 metri nei mesi scorsi. Ora la scelta di un Mercedes-Benz eCitaro G: quali aspettative?
Le aspettative sono duplici e testare per la prima volta un mezzo 18 metri elettrico a Genova, che ha un’orografia particolare per noi è molto importante. L’azienda crede molto nel valore dell’esperienza, del provare: è questo l’unico modo per rendere possibile una progettualità concreta e aderente al territorio. Inoltre siamo molto curiosi di testare le prestazioni delle batterie (consumo e ricarica).

Parliamo di ricarica: in linea o in deposito? L’Italia del tpl si sta dividendo su questo punto, ma forse non c’è una ricetta universale, non crede?
Ritengo che siano due soluzioni che in molti casi vadano integrate fra loro e che saranno destinate a coesistere. Non ne faccio una battaglia ideologica, bensì un tema pragmatico che richiede di progettare il servizio adattando la linea alle caratteristiche del mezzo.

L’elettrificazione dei sistemi di trasporto significa investire sul parco rotabile ma anche sulle infrastrutture. Come cambierà Genova nel prossimo futuro?
La tematica dell’infrastruttura ha implicazioni sia dal punto di vista degli investimenti necessari e degli standard di tecnologia da approntare, sia sotto il punto di vista – spesso sottostimato – del problema degli spazi. Questo perché il rimessaggio di un mezzo elettrico richiede molto più spazio di un veicolo “tradizionale”. Nelle nostre valutazioni una rimessa elettrica perde circa un 30% di capacità.

Ad oggi quali sono le rimesse elettriche sul vostro territorio?
Abbiamo creato due poli elettrici di ricarica – la rimessa Mangini (nel Levante della città) e la rimessa Cornigliano (nel Ponente) – infrastrutturati per gestire la ricarica notturna dei mezzi. Nella prospettiva della piena elettrificazione della città saranno necessarie altre due rimesse: una è già prevista nei pressi dello stadio Carlini, la seconda è in fase di individuazione.

Torniamo al tema centrale: l’autobus elettrico. Per molti è un sistema che cambia il paradigma e che impone un cambio di passo. Per esempio con il fornitore e con la catena di assistenza…
Intanto c’è da lavorare sulla comunicazione con i cittadini, perché non tutti arrivano a percepire il valore complessivo della filiera dell’elettrico. Dal punto di vista manutentivo, cambia qualcosa: già a partire dal 2018 abbiamo iniziato a investire su nuove figure di manutentori e di esperti di meccatronica, avviando anche collaborazioni con scuole professionali per assicurarci le professionalità richieste per gestire una flotta elettrica.

Cambia il paradigma tecnologico ma cambia anche l’organizzazione aziendale. Come gestite questa transizione di professionalità?
La gestiamo su diversi fronti. Sul versante manutentivo abbiamo iniziato ad assumere elettrauti, facendo parallelamente attività di formazione. Dal punto di vista dello stile di guida degli autisti, al momento, stiamo facendo informazione (non ancora formazione vera e propria, ma la faremo), perché le sperimentazioni fatte ci hanno dimostrato una grossa variabilità legata allo stile di guida dell’autista: i consumi possono variare anche del 15-20%.
Per quanto concerne la struttura centrale, dal 2018 abbiamo creato un’unità dedicata all’innovazione del servizio che è cresciuta grazie a persone con specifiche competenze in grado di occuparsi della progettazione del servizio alla luce delle specificità dell’elettrico.

Chiudiamo con una battuta. Il tema centrale oggi è quello di riattivare la domanda depressa dalla pandemia. Lei crede davvero che gli autobus elettrici potranno dare un contributo per riportare gli utenti sui mezzi pubblici?
I cittadini guardano all’autobus elettrico come a un qualcosa di nuovo, bello e la cosa di certo aiuta. Per riportare i cittadini sui mezzi pubblici si deve fornire loro un ottimo servizio. La nostra sfida è quella di ritornare a posizionare il trasporto pubblico come un qualcosa di sicuro e sostenibile.

Ringraziamo Marco Beltrami per aver condiviso con La Città dell’Autobus queste interessanti e stimolanti riflessioni.

 
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