GENNAIO 2022 – Nel solco del PNRR e della transizione ecologica in atto, il trasporto pubblico locale ricopre un ruolo da protagonista. Da una parte la forte spinta verso l’elettrificazione delle flotte di autobus, dall’altro l’affermarsi del concetto di mobilità urbana sostenibile e integrata – che trova proprio nel tpl un pilastro fondamentale – e nel mezzo le nuove soluzioni offerte dall’industria produttrice e delle società che gestiscono i trasporti nelle città dello Stivale.
Tra queste ecco Trieste, cha a giorni si prepara a dare il benvenuto a un Mercedes eCitaro G per un test.
I programmi di Trieste Trasporti S.p.A. nei prossimi anni, i nodi dell’elettrificazione – dai sistemi di ricarica alla formazione del personale manutentivo e degli autisti, passando per i rapporti con i fornitori e l’assistenza – e l’opportunità del MAAS: ecco cosa ci ha raccontato Giuseppe Zottis, direttore d’esercizio di Trieste Trasporti S.p.A.

Il PNRR riserva importanti risorse per il rinnovo del parto circolante, in particolare nell’elettrificazione dei sistemi di trasporti urbani. Quali sono i programmi di Trieste per i prossimi anni?
Trieste Trasporti ha individuato nella trazione elettrica il sistema principale verso il quale evolvere la propria flotta autobus nei prossimi anni.  Anche attraverso il supporto dei finanziamenti derivanti dal PSNMS e dal PNRR si avvierà una graduale sostituzione della flotta diesel per arrivare nei prossimi dieci-dodici anni ad avere quasi il 50% della flotta costituito da autobus a trazione elettrica. Inoltre intendiamo avviare uno studio in cooperazione con altri attori del territorio che possa portare all’acquisto di autobus a cella combustibile (idrogeno).

L’elettrificazione dei sistemi di trasporto significa investire sul parco rotabile ma anche sulle infrastrutture. Come cambierà Trieste nel prossimo futuro?
L’autobus elettrico non può essere considerato un semplice “veicolo” ma è un vero e proprio “sistema” dove giocano ruoli fondamentali sia la vettura, sia l’infrastruttura, ma anche il profilo di missione; un capitolato di gara per l’acquisto di autobus elettrici deve tenere in considerazione tutti e tre questi elementi. In virtù dell’imminente transizione ecologica, Trieste Trasporti si è posta il problema di dotarsi di una infrastruttura che sia sufficiente per lo stazionamento e la ricarica di questi nuovi bus. Pertanto, si è avviato uno studio per la predisposizione e l’allestimento di un nuovo deposito.

Restiamo sul sistema di ricarica: in linea o in deposito? Ogni città sta approntando la propria scelta. Ma forse non c’è una ricetta universale…Confermo che non esiste una ricetta valida per tutti i profili di missione, vi sono pro e contro per ogni soluzione. Come già detto, ci stiamo preparando per poter avere un deposito con sistemi di ricarica notturna, tuttavia non escludiamo la possibilità di utilizzare più di una soluzione.

Ma qual è il vantaggio della ricarica in deposito?
Tra i vantaggi delle ricariche in deposito c’è il fatto di avere tempi di ricarica legati solo al ricovero in deposito: non essendoci tempi di ricarica da prevedere durante il servizio non ci sono vincoli alla programmazione del servizio se non l’arco temporale di non utilizzo in linea. Inoltre permette una flessibilità di utilizzo del veicolo su qualsiasi linea e garantisce delle economie per la riduzione del costo dell’elettricità di notte; l’unico vincolo è costituito dalla autonomia delle batterie.

E l’opportunity charging?
Presenta altri vantaggi, tra cui la possibilità di ottimizzazione del veicolo in termini di autonomia in funzione della distanza dai capolinea attrezzati alla ricarica. Con questa tipologia di ricarica, inoltre, il dimensionamento delle batterie è più contenuto rispetto alla configurazione con ricarica solo in deposito: ne consegue una maggiore capacità di carico di passeggeri e la riduzione dei costi delle batterie. E, ancora, le batterie sono assoggettate a cariche meno profonde aumentandone probabilmente la durata. 
Ciò detto, ritengo che debbano essere valutati tutti gli elementi delle diverse soluzione e scegliere quella che dal punto di vista dell’analisi costi-benefici sia la più adatta per il profilo da soddisfare.

Un tema su cui ruota una parte del dibattito del tpl italiano è quello dei mezzi di trasporto di massa. Tra qualche giorno a Trieste arriverà un Mercedes eCitaro G per un test. I vostri programmi prevedono la messa in esercizio di autobus di questa taglia?
Prevediamo di incrementare il numero di utenza su alcune direttrici e, pertanto, molto probabilmente incrementeremo il numero di autobus da 18 metri della nostra flotta che conta già 21 bus diesel. Insomma, la transizione ecologica interesserà certamente anche questi mezzi.

Restiamo sul tema dell’autobus elettrico. Per molti è un sistema che cambia il paradigma e che impone un cambio epocale con il fornitore ma anche con l’assistenza…
Prepararsi alla transizione ecologica significa anche creare una nuova cultura manutentiva.
Si possono utilizzare forme di full service parziali o totali, ma resta imprescindibile la formazione del personale interno per garantire le migliori performance della flotta. Non è un percorso di pochi giorni, ma deve essere valutato già nella fase di stesura del capitolato d’acquisto, impegnando il fornitore a dare tutti gli strumenti necessari per formare al meglio il personale manutentivo.

La tecnologia cambia ma cambia anche l’organizzazione. Come intendete gestire questo passaggio?
Tutto il personale aziendale verrà coinvolto in questo passaggio. Cambia la gestione della flotta, ma anche del servizio e quindi dei turni di lavoro. Il servizio all’utenza non deve risentire di questa transizione: la gestione dovrà attivare sistemi di monitoraggio che tengano conto di elementi ad oggi mai considerati come lo stato di carica, che potrebbe diventare un elemento critico, ad esempio, nel caso di deviazioni di linea.

Parliamo di autonomie dei bus elettrici. Oltre alla tecnologia a concorrere al risultato c’è lo stile di guida. Avete avviato dei programmi per gli autisti?
Abbiamo già avviato un programma di Eco-driving che rientra in un progetto promosso dal gruppo Arriva DB di cui Trieste Trasporti fa parte. Il progetto prevede il rilevamento di alcuni indicatori legati allo stile di guida e al consumo di carburante, e permette ai conducenti di monitorare le proprie performance.

Come ha accennato in apertura, il PNRR ha accelerato alcuni passaggi in tema di digitalizzazione e transizione energetica. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione senza precedenti per l’Italia, ha detto più volte Mario Draghi. Le aziende di trasporto sono pronte a questo cambio di passo trasformandosi in piattaforme di mobilità integrata? E come si innesta la mobilità elettrica in questa mega trend?
Le aziende di trasporto hanno dato segno anche durante questi due anni di emergenza di essere capaci di dare risposte rapide ed efficaci per la gestione della mobilità in qualsiasi contesto. L’innovazione tecnologica è fondamentale per mantenere competitivo il tpl, come gli strumenti di infomobilità, la validazione elettronica, i dispositivi conta-persone.  Tutto il gruppo Arriva DB, di cui fa parte Trieste Trasporti, ha tra le priorità l’utilizzo di nuove tecnologie che permettano di migliorare la qualità del servizio offerto al cliente. E c’è una cosa da sottolineare….

Prego.
La gestione ed elaborazione di dati storici o dati in tempo reale è un aspetto sempre più centrale per le società del tpl. Ecco perché, all’interno di questa innovazione tecnologica, anche Trieste Trasporti sta avviando soluzioni MAAS per integrare il tpl su gomma con il trasporto ferroviario, i taxi, i parcheggi cittadini, i servizi a chiamata, il servizio marittimo ed i servizi turistici.

Quali sono i principali vantaggi di questa svolta verso la concertazione?
Queste piattaforme non solo permettono all’utenza di pianificare e personalizzare i propri spostamenti, ma danno anche modo ai gestori dei servizi di programmare l’offerta in un contesto più ampio, possedendo maggiori conoscenze sulla totalità dei servizi offerti e facendo grandi passi verso la mobilità sostenibile.
Gli autobus elettrici sono un ulteriore tassello verso questa sostenibilità e rendono il tpl ancora più competitivo rispetto al mezzo privato, anche nella salvaguardia delle risorse ambientali. 

Ringraziamo Giuseppe Zottis per quest’interessante conversazione con La Città dell’Autobus.

 
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