DICEMBRE 2020 – A poco più di un mese dalla consegna di due Citaro K Hybrid Mercedes-Benz a AMC Azienda Multiservizi Casalese – che hanno integrato nell’ottica della sostenibilità la flotta dei bus in servizio urbano nella città piemontese – abbiamo avuto il piacere di conversare con Gabriella Cressano, direttore generale dell’azienda multiservizi di Casale Monferrato, cresciuta professionalmente e da 37 anni orgogliosamente impegnata nell’azienda. Con la direttrice abbiamo parlato di mobilità sostenibile, strategie per lo sviluppo futuro della città e anche approfittato per condividere riflessioni di genere sull’empowerment femminile in un settore come il mondo dei trasporti e dei servizi.

Ci presenta l’azienda AMC che dirige?
L’azienda AMC nasce nel 1975 come azienda municipalizzata proprio con il servizio di trasporto pubblico locale. Dopo diversi passagi è diventata una SpA, con tutte le trasformazioni fiscali che questo ha comportato. Sono stati anni impegnativi che ho vissuto in prima persona, perché da 37 anni anni lavoro in quest’azienda. All’inizio il servizio trasporti era più esteso di oggi, servivamo anche le frazioni, poi l’amministrazione ha dovuto fare i conti con il budget e ottimizzare il servizio, riducendo linee e fermate. Oggi disponiamo di una flotta di 10 autobus e 2 scuolabus che percorrono circa 300 mila km all’anno. In servizio sono operativi 9 autisti, 3 meccanici polivalenti, di cui uno è il capo officina, che all’occorenza guidano anche l’autobus. Il caposervizio è una donna, l’ing. Daniela Gozzano.
Siamo una piccola realtà, ci piacerebbe allargarci anche al di fuori di Casale. Oltre al trasporto, AMC gestisce anche altri servizi pubblici che le sono stati affidati dai comuni: il gas, il servizio idrico, il servizio cimiteri, l’illuminazione pubblica e votiva, il teleriscaldamento. Così, nel 2000, siamo diventati azienda multiservizi con trasformazione in società per azioni.

In quale strategia si colloca l’acquisto dei due nuovi autobus Mercedes-Benz Ibridi? Dove sono stati impiegati?
I due autobus sono in servizio da una decina di giorni e sono stati inseriti in sostituzione di due autobus a gasolio molto datati che verranno esposti in un museo di autobus storici – StoricBus – al quale siamo stati lieti di contribuire fornendo anche i pezzi di ricambio degli autobus, in modo che possano essere mantenuti funzionanti per parate o altro.
I nuovi Mercedes-Benz Citaro ci hanno entusiasmato subito per l’impatto positivo legato all’auto-produzione di energia elettrica che integra l’alimentazione a gasolio in alcune fasi del viaggio. E’ interessante il risparmio che determina, ma anche il concetto di riutilizzo dell’energia prodotta. Abbiamo pubblicizzato moltissimo questa scelta sia attraverso i social, sia con l’affissione e la racconteremo anche sulle pensiline, in modo che il cittadino recepisca l’attenzione del costruttore. Noi, come piccola realtà, abbiamo intrapreso da anni un percorso virtuoso in ottica di sostenibilità e responsabilità sociale. Siamo certificati ISO 14001 e ci crediamo realmente. Non abbiamo conseguito tutte le certificazioni solamente perché le leggi o le gare lo pretendono, ma perché intendiamo perseguire con convinzione gli obiettivi ambientali. Avevamo inizialmente acquistato tre autobus a metano, poi abbiamo scelto altre forme di alimentazione perché il metano prevedeva una gestione troppo onerosa in termini di ricariche e infrastrutture. Abbiamo scelto l’ibrido Mercedes-Benz perché siamo attenti all’innovazione tecnologica e alla riduzione dell’impatto ambientale.

La grafica dei nuovi autobus è particolarmente curata e comunicativa. Quali obiettivi vi siete posti anche nella personalizzazione degli autobus?
E’ una grafica realizzata in esclusiva per questi due automezzi; giovane, moderna e colorata rispecchia l’età media della nostra azienda che recentemente è stata protagonista di un turnover importante e oggi vanta un’età media dei dipendenti molto bassa. Tra tutti questi giovanissimi io sono finita tra i più anziani, ma, nonostante l’età anagrafica, apprezzo molto una comunicazione moderna e giovane; così abbiamo sposato le proposte di un’agenzia marketing di Casale in ottica fumetto e moderna, non troppo “istituzionale” e ingessata come è stata la comunicazione negli anni precedenti. Ho preferito dare questa svolta, anche per distinguermi dai dirigenti uomini che mi hanno preceduto.

Non è frequente incontrare dirigenti donna nel nostro settore. In che misura le donne sono presenti all’interno dell’azienda, anche fra conducenti e tecnici? Ritiene che l’essere donna in certi aspetti possa offrire “una marcia in più” nelle sue sfide professionali?
Nel servizi trasporti ci sono tre donne: oltre all’ing. Gozzano come caposervizio, abbiamo due autiste e, devo dire, che l’inserimento di due donne ha permesso di raggiungere un equilibrio interessante nel gruppo autisti, anche per l’apporto positivo, ottimista e vivace che hanno introdotto. In azienda, su 130 dipendenti, dal 30 al 40 per cento sono donne. Prevale il sesso maschile perché ci sono gli operai del servizio idrico ed elettrico che sono prevalentemente uomini. Ma anche l’inserimento di una geometra come assistente delle squadre maschili ha portato un equilibrio all’attività, perché il maschile e il femminile, insieme, sono sempre necessari. E’ chiaro che il mondo professionale è ancora maschile e – come sottolineava il presidente della Repubblica – siamo ancora molto lontani dalla parità. Oggi poi, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (l’intervista è del 25 novembre n.d.r.) il tema è di dolorosa attualità. Io ritengo che dirigere al femminile sia molto importante. Io non ho problemi all’interno dell’azienda a dirigere uomini e gli uomini non hanno problemi ad essere indirizzati da me, donna. Ho sicuramente dovuto affrontare maggiori difficoltà di un uomo per fare carriera. La forza della donna nella gestione è quella di lasciare spazio all’emotività, quella stessa emotività che gli uomini talvolta ci rimproverano. Io sono anni che vengo additata come emotiva. Ben venga. L’emotività e la sensibilità sono la forza che permette di gestire al meglio le situazioni e le aziende, perciò invito tutte le donne a esprimere queste componenti, anche nella loro attività professionale.

Una domanda da cui è difficile prescindere in questo periodo: come avete organizzato i trasporti in questo periodo di pandemia?
Abbiamo dovuto reagire subito, già all’inizio della pandemia; il trasporto pubblico doveva funzionare comunque, anche se ci era venuta a mancare l’utenza – gli studenti e i pensionati. Abbiamo subito messo in sicurezza gli autisti con pareti divisorie, vietato, prima ancora delle norme, la vendita dei biglietti in vettura e sospeso i controlli a bordo. Poi sono arrivate le disposizioni che hanno introdotto marker e segnaletica sugli autobus, abbiamo provveduto immediatamente alla disinfezione dei mezzi ricorrendo a ditte esterne specializzate e introdotto dispenser di disinfettante a bordo. E’ sicuramente aumentata l’evasione per l’assenza dei controlli, sono crollati i ricavi della biglietteria e chiuderemo l’anno piangendo; per il comparto trasporti e soste già dai preconsuntivi si evidenzia una perdita ingente. Il covid è sicuramente responsabile di questa situazione ma, dal mio punto di osservazione – noi siamo associati ad Astra – rilevo anche un disinteresse verso il TPL. Si disincentiva a livello politico nazionale e locale l’utilizzo del mezzo pubblico a favore del settore automobilistico. Gli interventi messi in campo sono assolutamente insufficienti, il servizio pubblico lavora in perdita, è percepito come servizio sociale per chi non ha l’automobile, ma, se ci fosse una reale attenzione per l’ambiente, il centro si dovrebbe percorrere solo con l’autobus e non con migliaia di auto private.

Quale eredità pensa ci lascerà l’esperienza del covid?
Io rilevo una spaccatura. In una parte di popolazione, di cui anche io faccio parte, resterà il ricordo e la bella sensazione di avere aiutato. Noi come azienda AMC abbiamo regalato all’ospedale di Casale respiratori polmonari per terapia intensiva, mascherine e camici a case di riposo che ne avevano neccessità. Purtroppo però temo che il covid potrebbe lasciarci anche vulnerabilità e preoccupazione per il futuro.

Ringraziamo la direttrice Gabriella Cressano per l’interessante conversazione.

 

AMC Casale Monferrato 2 nuovi Citaro Ibridi Mercedes-Benz
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