NOVEMBRE 2020 – In occasione della recente consegna di 23 Citaro Hybrid Mercedes-Benz all’azienda di trasporto pubblico Amtab di Bari, abbiamo raggiunto per un’intervista l’ingegner Francesco Lucibello, Direttore Generale di Amtab, la società in house del comune di Bari concessionaria del servizio di trasporto pubblico locale e della gestione della sosta tariffata nel territorio comunale.
Gli abbiamo chiesto di illustrarci i progetti di rinnovamento della flotta dell’azienda pugliese, le strategie per una mobilità sempre più sostenibile e l’evoluzione del trasporto pubblico da una prospettiva in prima linea.

Per cominciare, le chiediamo di presentarci Amtab attraverso qualche numero.
Amtab, il cui unico azionista è il comune di Bari, fornisce servizi di trasporto pubblico urbano e di gestione della sosta, impiega circa 800 dipendenti, dispone di un parco mezzi di 250 bus per un fatturato annuo intorno ai 50 milioni. La produzione chilometrica annua è di 10,4 mln di km. Amtab movimenta circa 26 milioni di passeggeri all’anno, ma ci riferiamo a dati pre-covid, perché nel 2020 il numero di utenti si può stimare ridotto del 50%.

Il covid, appunto. Siamo alle prese con un anno particolarmente impegnativo anche per il trasporto pubblico per effetto della pandemia. Come sta andando?
Diciamo che per l’anno in corso in qualche modo riusciremo a tamponare le difficoltà, grazie anche alla possibilità di spostare ammortamenti e grazie a finanziamenti dedicati all’emergenza. Il problema diventerà grave se la crisi prodotta dalla pandemia dovesse diventare strutturale. Già le riduzioni delle capienze che si prevedono nel prossimo Dpcm in vigore dalla metà di ottobre – l’intervista è del 12/10/2020 n.d.r. – rischiano di determinare grandi difficoltà sia in termine di organizzazione dei controlli del rispetto delle capienze, sia della sostenibilità economica dei contratti di servizio. Attualmente, con l’80% delle capienze, ancora riusciamo, ma se si riducesse al 50% o poco di più, la copertura economica dei costi del servizio diventa davvero impossibile, se non con modifiche rilevanti ai contratti di servizio.

Come avete organizzato il servizio, in particolare nel delicato momento della ripresa scolastica?
Per il trasporto scolastico avevamo previsto un incremento del 25% delle corse, ma si è rivelato al momento poco utile. Un po’ perché alcune famiglie hanno scelto forme individuali di mobilità, un po’ perché molti studenti hanno comunque preferito il servizio di linea ordinario alle corse dedicate al trasporto scolastico. Noi avevamo, infatti, previsto sulle corse scolastiche una rigorosa attività di controllo con l’assunzione di personale interinale deputato ad assicurare che venissero rispettati gli obblighi di distanziamento e di indossare le mascherine. Questi controlli più rigidi forse hanno indotto parte dell’utenza scolastica ad utilizzare il servizio di linea ordinario dove i controlli sono a campione.

In che modo il vostro personale e i passeggeri hanno risposto alle nuove abitudini imposte dai protocolli anti contagio?
Mediamente bene, con qualche sporadico episodio di intolleranza all’obbligo delle mascherine da parte di alcuni passeggeri.
Proprio per aumentare i controlli, stiamo finalizzando un progetto PUC che coinvolgerà i percettori di reddito di cittadinanza. Ne vorremmo impegnare 600, su tutte le linee, in attività di controllo del rispetto dei protocolli anti-covid. Avremo quindi 100 persone al giorno dedicate a queste mansioni.
Quanto ai nostri conducenti, tutte le postazioni di guida sono protette, la porta anteriore resta chiusa e lo spazio vicino l’autista non utilizzabile dai viaggiatori.

Ci auguriamo tutti di lasciarci presto alle spalle l’emergenza covid e superare le necessarie restrizioni e protocolli. Quando tutto sarà passato, cosa ritiene rimarrà in eredità al trasporto pubblico dall’esperienza di questa crisi?
La vocazione del trasporto pubblico è quella di essere collettivo: trasportare molte persone con un solo mezzo, quindi auspico di poter tornare come prima in termini di capienze e offerta di servizio. Non credo ai monopattini e a risposte individuali, penso che la soluzione sia un equilibrio collettivo del sistema. Poi, il futuro è imprevedibile e chissà quali evoluzioni della mobilità, anche tecnologiche, ci riserva.

Il 29 settembre sono stati consegnati gli ultimi 7 autobus Citaro Hybrid Mercedes-Benz dei complessivi 23 veicoli ordinati. Quando è cominciato questo processo di rinnovamento della flotta Amtab? Come è composto il vostro parco mezzi e qual è oggi l’età media della flotta?
Nel 2015 l’azienda aveva una flotta molto datata, con un’età media del parco mezzi superiore ai 12 anni. Abbiamo perciò dato il via a un piano di rinnovamento, acquistando in quell’anno 12 autobus nuovi e 23 usati. Nel 2018 abbiamo introdotto 65 autobus nuovi utilizzando i finanziamenti europei attraverso il PON per le città metropolitane e, quest’anno, sono stati acquistati i 23 Citaro Mercedes-Benz, grazie a un fondo erogato dalla regione, con copertura europea. Quindi oggi abbiamo un centinaio di autobus abbastanza nuovi.
Il rinnovamento non è completo, ma siamo legati alla disponibilità di finanziamenti. C’è in programma l’acquisto di altri 40-50 autobus con finanziamenti della Città Metropolitana. Con questo prossimo step, saremo a un livello avanzato di rinnovamento perché, anche se il parco mezzi è composto in totale da 250 unità di cui alcune da rottamare, perfino del 2002, ne utilizziamo regolarmente solo 147 e, con il prossimo acquisto, contiamo quindi di essere in grado di coprire tutte le esigenze di servizio con autobus abbastanza nuovi, facendo scendere l’età media del parco macchine a 8 anni. Il calcolo dell’età media, infatti, varia sensibilmente a seconda se si considera sull’intero parco mezzi o limitatamente al parco mezzi marciante, o addirittura in esercizio giorno per giorno.

I nuovi Citaro sono già in servizio?
I primi 8 sono già sulle linee, per gli altri 15 stiamo finalizzando i contratti di usufrutto con il Comune di Bari e le procedure di immatricolazione e auspichiamo di poterli vedere operativi già in settimana.

Perché la scelta di autobus a trazione ibrida? Quali sono i piani di sviluppo dell’Azienda in termini di mobilità sostenibile?
Il 50% del nostro parco mezzi è a metano, rifornito con il nostro impianto. Se potenzieremo l’impianto, acquisteremo altri mezzi a metano.
Tuttavia, poiché l’attuale portata dell’impianto di ricarica metano limita il numero di autobus che possiamo rifornire, abbiamo scelto la trazione ibrida per ridurre le emissioni. Non riteniamo percorribile ancora il full electric per questioni di autonomia e infrastrutturali. Abbiamo solo 4 navette completamente elettriche che circolano all’interno del policlinico di Bari.
Quindi, anche i prossimi bus che acquisteremo, visto quel che offre il mercato, saranno ad alimentazione ibrida per i 12 metri e a gasolio per i 9,5 mt.
Abbiamo, infatti, necessità anche di autobus medio/piccoli e il mercato non offre alimentazioni ibride per questi modelli.

Avete trovato in EvoBus – dal punto di vista commerciale e di servizi post vendita – un interlocutore adeguato alle esigenze della vostra azienda?
Non abbiamo avuto problemi con EvoBus e siamo fiduciosi di non averli mai. Per la parte service, è ancora troppo presto per fare bilanci.

Quali sfide la sua azienda si prepara ad affrontare sul breve e sul lungo periodo?
Intanto abbiamo già avviato molte evoluzioni, anche in senso tecnologico: la smaterializzazione dei titoli di viaggio con la biglietteria elettronica, l’introduzione dei tornelli. Tutti i mezzi ormai sono video sorvegliati e la Regione ci ha già autorizzato il passaggio dai 10,4 milioni di chilometri all’anno agli 11,5 milioni nel 2022.
Quanto alle sfide sul lungo, lunghissimo periodo, immagino ci saranno sviluppi nella guida autonoma. Tecnologicamente è già possibile con sistemi BRT in corsie riservate, ma nelle nostre città sarà difficile dedicare corsie ai bus senza conducente. Mi aspetto sviluppi nell’utilizzo dell’idrogeno per alimentare i motori elettrici di trazione… ma al momento preferiamo affidarci alle tecnologie consolidate, guardando con attenzione alle evoluzioni future.

Ringraziamo l’ing. Francesco Lucibello per aver condiviso con La Città dell’Autobus queste interessanti e stimolanti riflessioni.

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