MAGGIO 2020 – L’autobus si rivela, ancora una volta, la risposta perfetta alle nuove esigenze introdotte nella mobilità dalla “rivoluzione covid”, sia perché soddisfa nell’immediato la necessità di sicurezza dei passeggeri, sia perché contribuisce a un futuro più sostenibile, quello su cui l’esperienza di questa pandemia deve invitarci a riflettere.
E’ l’opinione di Daniele Crognaletti – che guida, insieme alla famiglia, le Autolinee Crognaletti di Jesi – e che ha condiviso con La Città dell’Autobus in quest’intervista Skype.

La vostra azienda effettua servizi di linea, FlixBus e noleggio. Oggi, 21 maggio 2020, in questa fase 2, quali attività avete ripreso?
Ancora non è ripartito tutto. Siamo in fase di riorganizzazione in vista della fase 3, quella del ritorno completo alla normalità. In questo momento abbiamo attivi il 60-70% dei servizi TPL per quanto riguarda la regione Marche. Stiamo riorganizzando tutti i servizi in funzione dell’emergenza perché abbiamo richieste di persone che vogliono viaggiare in bus in quanto si sentono sicure a spostarsi con questi mezzi. Il settore turismo, invece, avrà una ripartenza più lenta dovuta alla situazione generale su scala mondiale.

L’utenza del trasporto di linea si sente sicura a viaggiare in autobus?
Certamente, perché fin dal primo giorno dell’emergenza i nostri autobus, come tutti gli autobus TPL sul territorio nazionale, sono stati messi in condizione di garantire tutte le misure di sicurezza: dal distanziamento, alla sanificazione, alla formazione del personale per la igienizzazione dei mezzi, il tutto per garantire sia la sicurezza dei passeggeri che dei collaboratori.

A questo proposito Autolinee Crognaletti nel clima d’incertezza creato dalla pandemia ha anche promosso un sondaggio online per esplorare la percezione dell’utenza nei confronti dell’autobus e la disponibilità verso questa tipologia di trasporto.
Come è nata l’idea del sondaggio e quali risultati ha evidenziato?
L’idea è nata perché volevamo tutti capire l’attitudine delle persone verso i trasporti e cosa desideravano per spostarsi in sicurezza nei mesi successivi. Nel clima di stravolgimento totale dei mercati prodotto dal coronavirus avevamo necessità di orientarci e comprendere come adeguare i servizi a quelle che sarebbero diventate le nuove esigenze dei nostri clienti.
Cercavamo risposte che ci consentissero poi di organizzare al meglio tutti i servizi. Abbiamo diffuso il sondaggio al di fuori della nostra utenza abituale, contattando anche persone non vicine al trasporto pubblico per interrogare una platea più ampia e varia possibile. Questo grazie anche alla collaborazione di ANAV che ci ha aiutato a diffonderlo e a far sì che i risultati fossero consistenti e significativi.
E’ risultato che l’autobus, fra i mezzi pubblici, è quello che ha avuto più successo e percepito come più sicuro.

Una buona notizia per tutto il settore.
Sì. Infatti, anche se l’iniziativa era nata con finalità pratiche e organizzative, ci è sembrato giusto divulgare i risultati incoraggianti per l’autobus come segno di fiducia per il settore.

Le vostre strategie per la ripartenza e per i mesi a venire?
Penso che qualunque “piano industriale” sia saltato nei giorni intorno all’8 marzo. Però, gradualmente, stiamo cercando di riconfigurarci verso nuove prospettive e capire quali siano gli sbocchi per il trasporto di linea e turistico e come cavalcare le onde per cercare di ottemperare le esigenze del mercato.

Cosa vi aspettate nel turismo in regione per quest’estate?
Le Marche hanno una vocazione turistica Italia su Italia e questo è un punto a favore quest’anno in cui i flussi dall’estero saranno molto ridotti. Le conseguenze di ciò colpiranno maggiormente altre regioni, mete di turismo internazionale. Le Marche, che già da prima di covid lavoravano soprattutto con turismo interno, ne avvertiranno meno l’impatto economico.
Il clima determinato dal coronavirus potrebbe essere l’occasione per promuovere ulteriormente il nostro territorio che ha caratteristiche rassicuranti in questo particolare momento, come il fatto di essere poco densamente abitato, poco inquinato, con trasporti ottimi e meraviglie turistiche. Sono peculiarità appetibili soprattutto per la stagione 2020 in cui avremo un po’ tutti paura di viaggiare, se non in totale sicurezza.
Spesso si manifesta la speranza di rimpiazzare il turismo dall’estero con quello interno. Non è un’impresa facile perché non si tratta solo del numero di turisti che si sposteranno, ma anche della disponibilità economica con cui faranno viaggi e vacanze. Solitamente il turista estero ha un budget di spesa più alto di quello italiano. Ogni turista vale uno, ma il fatturato che produce sul territorio non esattamente.

Autolinee Crognaletti già nel 1881 trasportava passeggeri con la diligenza ed è sempre stata guidata dalla vostra famiglia. Ci sono stati altri momenti difficili che avete dovuto superare adottando approcci diversi e nuove idee?
Mio nonno mi ha sempre raccontato che dopo la Seconda Guerra mondiale due autobus furono sotterrati per proteggerli dall’invasione tedesca e dissotterrati quando ci fu la possibilità di riprendere a fare il trasporto passeggeri. La nostra azienda ha già superato due Guerre Mondiali, ora fronteggeremo anche il covid-19, sebbene esperienze di questo genere siano difficili da tramandare e ogni crisi abbia caratteristiche sempre nuove.
Più recentemente, il terremoto del 2016 è stata una prova importante che ci ha toccato profondamente. Anche quello è stato per noi una guerra vinta.

Ai suoi colleghi, agli altri imprenditori, quali consigli e raccomandazioni si sente di dare per affrontare i mesi che ci aspettano?
Molto difficile dare consigli ora. Siamo tutti molto coesi nel confrontarci quotidianamente sulla situazione. Posso solo sottolineare l’importanza delle associazioni di categoria, nel nostro caso ANAV che ci ha fatto sentire ancora più coesi. Nei periodi di normale attività talvolta sottovalutiamo il ruolo delle associazioni, ma in momenti di difficoltà come questi ci si rende conto di quanto siano importanti e debbano essere rivalutate.

C’è un insegnamento legato a questa crisi di cui ritiene sia importante fare tesoro per il futuro?
Abbiamo capito l’importanza di rispettare la natura. Leggevo proprio oggi di studi che sembrano indicare una correlazione fra l’inquinamento atmosferico e le conseguenze del covid. L’autobus, come mezzo di trasporto collettivo, può fare molto per una mobilità più sostenibile. Potenziare il trasporto pubblico credo sia assolutamente fondamentale.

Ringraziamo Daniele Crognaletti per quest’interessante intervista.
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