LUGLIO 2020 – L’ingegner Andrea Codecasa, Key Account Manager Daimler Buses è anche tutor EvoBus del progetto che vede coinvolta la nostra azienda a fianco del Politecnico di Milano, partner del Corso di Laurea Magistrale in Mobility Engineering.
In quest’intervista gli abbiamo chiesto di illustrarci quest’opportunità formativa e il ruolo che EvoBus riveste nel progetto.

Quando è iniziata la partnership con il Politecnico intorno a questo corso di laurea?
Tutto è iniziato nel febbraio 2019 con l’istituzione di un nuovo corso di laurea magistrale presso il Politecnico di Milano, coordinato dal Professor Renato Mazzoncini.
Si tratta di un percorso biennale assolutamente nuovo rispetto a quelli tradizionali: “Corso di laurea magistrale in Mobility Engineering”.
Un tema che ci coinvolge direttamente, per il quale siamo stati lieti di collaborare.

Di quali aspetti, in particolare, si occupa il corso di laurea magistrale? 
Il nome “Mobility Engineering” definisce un corso molto ricco che tratta diversi aspetti della mobilità: un corso interdisciplinare che prepara gli studenti a lavorare in tutte le aziende di trasporto, indipendentemente dalle dimensioni, o come Mobility Manager.
E’ una funzione interdisciplinare: occorrono competenze in meccanica del veicolo, economia e pianificazione dei trasporti, ingegneria ambientale, etica per i trasporti, logistica, etc.
La figura del Mobility Manager è un ruolo già presente nelle grandi aziende, con cui si interfacciano i costruttori che non forniscono solo veicoli, ma anche consulenza e strategie per la mobilità, come appunto il Gruppo Daimler. Trova impiego anche in aziende di logistica del trasporto merci, non esclusivamente nel settore TPL.

Come il Politecnico ha organizzato il corso di laurea?
Il Politecnico crea dei “project” di varie tipologie all’interno del corso di laurea, coinvolgendo diverse aziende e industrie, affinché gli studenti possano analizzare o sviluppare progetti reali, supportati dalle aziende di trasporto e dalle case costruttrici. Lo scopo è sviluppare proposte su base ingegneristica ed economica per costruire nuovi sistemi di trasporto. Gli studenti analizzano domande molto concrete: è meglio un bus o un tram in quella specifica linea? Come si muovono le persone? Quali sono i flussi? Quali sono le caratteristiche delle diverse urbanizzazioni?

A quali progetti ha collaborato EvoBus?
I vari progetti – PW, Project Work – sono contraddistinti da una sigla. Nel 2019, ad esempio, abbiamo avuto PW 6 che analizzava la fattibilità di implementazione del sistema hyperloop in Italia, PW 5 eAway, incentrato sull’elettrificazione delle autostrade, ecc.
Nel 2020 sono previsti nove progetti e tra questi ve ne sono tre dedicati al trasporto persone che ci coinvolgono direttamente: EvoBus Italia ha volentieri sposato la proposta del Politecnico di collaborare al PW 2 e PW 3-4 che riguardano ATM Milano e le Olimpiadi invernali di Cortina 2026.

Lei, Andrea Codecasa, è la persona di riferimento EvoBus deputata a seguire i progetti e i corsi degli studenti.
In dettaglio, cosa trattano i progetti 2020?
PW 2 ElectricBus prosegue il progetto già iniziato l’anno precedente e verifica la richiesta di ATM Milano di convertire entro il 2030 tutto il parco mezzi in veicoli a trazione elettrica. L’obiettivo è fissato per il 2030, ma in questo progetto gli studenti studiano la possibilità di anticiparne la realizzazione entro il 2026.
I progetti PW 3 e PW 4 affrontano entrambi il tema di Cortina 2026. Si tratta in origine di un’analisi unica, uno stesso progetto, ma suddivisa in due parti perché le dimensioni del lavoro non avrebbero permesso agli stessi studenti di lavorare sia sulla parte economica che tecnica. I progetti affrontano questi due tipi di analisi al fine di riaprire un collegamento tra Calalzo (punto di arrivo delle Ferrovie dello Stato dopo Belluno) e Cortina in occasione delle Olimpiadi invernali 2026.
Ci si propone di creare un percorso sostenibile dal punto di vista ambientale non solo a servizio dell’evento olimpico, ma che anche successivamente per sostituire il flusso auto nella valle.
Il progetto di elettrificare da zero potrebbe avere un impatto negativo su zone incontaminate. Si valuta perciò se recuperare percorsi dismessi e infrastrutture già esistenti dagli anni ‘50 e se è possibile aggiornale per i nuovi mezzi di trasporto: treni, trenini ferroviari o autobus con motorizzazioni alternative elettriche o ibride. E’ evidente che la complessità del progetto richiede da parte degli studenti del Politecnico sia una progettazione tecnica, sia un’analisi degli aspetti economici.

Quanti studenti seguono i singoli progetti e in che modo lei interviene per supportarli?
Che peso hanno avuto le limitazioni nella didattica imposte dall’emergenza sanitaria?
Nel 2019 ho avuto la possibilità di seguire in aula gli studenti e di fare delle presentazioni specifiche sui temi dei progetti affidati. Il progetto, cui partecipavano quattro studenti, era il confronto commissionato da ATM Milano delle diverse tecnologie green friendly.
Nel 2020 c’è stato un salto importante nello sviluppo del progetto del Politecnico: ora impegna 20 studenti sui 3 progetti.
Purtroppo, ad oggi, le lezioni hanno avuto luogo solo online a causa di covid-19.
Anche la visita tecnica su un veicolo elettrico eCitaro quest’anno è stata possibile solo virtualmente: abbiamo analizzato tutte le timeline e la progettualità che un’azienda pubblica deve affrontare per sviluppare un piano di elettrificazione della mobilità.

Per i progetti PW3 e PW4 abbiamo condotto un importante lavoro virtuale, grazie a cartografie e video della zona nella quale prevedere una nuova linea. Oggi è attraversata da una pista ciclabile ed i siti dei bikers sono stati fondamentali per ricostruire l’orografia del territorio.
La rete si è rivelata provvidenziale. Con il lookdown non si poteva accedere alle biblioteche con documenti cartacei non digitalizzati. Internet invece offre l’opportunità di consultare documenti, anche non usuali per i nostri fini, come, appunto, i tracciati dei bikers.
Altro aspetto importante: EvoBus fornisce documentazione sui propri prodotti affinché gli studenti abbiamo strumenti e dati sufficienti per sviluppare le analisi di fattibilità e sviluppo dei vari progetti. Forniamo anche analisi economiche di case histories e progetti già realizzati dal Gruppo Daimler, come per esempio linee BRT di Strasburgo o Lione.

Oltre all’impatto sulla didattica, l’esperienza del covid-19 potrebbe diventare oggetto anche delle analisi del Politecnico?
Sicuramente la nuova realtà del trasporto pubblico locale determinata da covid-19 comporta spunti di riflessione anche all’interno del corso di laurea in merito alla domanda di servizi da parte dell’utenza, alla nuova organizzazione dell’offerta da parte delle aziende pubbliche e allo sviluppo di nuovi prodotti da parte delle case costruttrici.

Ringraziamo l’ing. Andrea Codecasa per l’interessante condivisione e auguriamo buon lavoro a lui e agli studenti del Politecnico di Milano.

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