Lo incontriamo nel suo regno, tra scatole marcate OMNIplus, impegnato al controllo nella zona imballaggio del magazzino. Maurizio Schiassi è di poche parole, ma s’illumina quando parla dei colleghi di lavoro, di vent’anni d’affetto e amicizia. Vent’anni in un’azienda, infatti, non sono solo la storia di un cammino professionale, ma anche di relazioni, persone e team.

Quanti anni aveva quando ha iniziato insieme con EvoBus Italia? Di cosa si occupava allora?
Quando ho cominciato a lavorare qui, in meccanica, avevo 22 anni e due mesi. Mi sono trovato bene fin da subito; avevo socializzato con Marcello Salsi dell’officina, siamo diventati amici e ci frequentavamo anche fuori dal lavoro.

Come è cambiato il suo lavoro in questo arco di tempo?
Otto anni fa sono passato in magazzino e ho assistito a molte evoluzioni tecnologiche in questo reparto. L’introduzione degli scanner, i lettori ottici di codici a barre, ad esempio ha inciso molto sul mio lavoro e sul modo in cui ci si muove fra le referenze del magazzino.

Quali aspetti le piacciono di più del suo lavoro?
I colleghi, la tipologia di lavoro, le esperienze che si fanno quotidianamente. Ma soprattutto amo il clima che c’è fra colleghi, dal primo all’ultimo, anche con i più giovani. Mi fa uno strano effetto costatare come i colleghi più giovani oggi rispettino noi, come noi facevamo vent’anni fa con quelli senior.

Un ricordo di questi 20 anni che le torna alla memoria?
Ancora una volta riguarda le persone.
Nove anni fa, alla morte di mio padre, tutta l’azienda mi è stata vicina come una grande famiglia. Al funerale sono intervenuti anche ex-colleghi che non lavoravano più in azienda e che hanno voluto comunque essermi accanto.
E’ stato un gesto che ho apprezzato molto.

Un evento EvoBus che le è piaciuto particolarmente?
Oltre a numerose cene aziendali, ricordo che nel 2013 ci sentimmo protagonisti all’evento Città dell’Autobus, durante il quale fu organizzato l’aperitivo con clienti e dipendenti proprio all’interno dell’officina con il buffet tra le nostre postazioni di lavoro.

Qual è il suo autobus preferito?
Il Setra 415 HDH.
E’ stato il primo che mi ha colpito come una bella ragazza, straordinario per bellezza ed eleganza.

Cosa si augura per i prossimi 20 anni?
Io, fra 20, di anni ne avrò 63.
Per i prossimi vent’anni, e anche per i prossimi cento, mi auguro che ci sia sempre lavoro in EvoBus.

Una passione oltre agli autobus?
Seguo da tifoso il mondiale di automobilismo e il calcio.
Da sportivo, ho ormai appeso la bicicletta al chiodo, ma dopo il lavoro non rinuncio a camminare cinquanta minuti al giorno e a fare lunghe passeggiate nel week-end.

 

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