Ogni giorno, per raggiungere l’officina della nostra sede di Bomporto, Giuseppe macina settanta chilometri in auto dalla provincia di Ferrara in cui risiede – ma almeno mia moglie può andare al lavoro in bicicletta – aggiunge generosamente.
Non basta la distanza a spegnere la passione di Giuseppe per gli autobus trasmessa dal papà Daniele, cui lo legano affettuosi ricordi d’infanzia intorno alle scocche degli autobus. Giuseppe Ferrarini è un tecnico senior che sfodera un sorriso da ragazzino e si entusiasma nel descrivere le evoluzioni tecnologiche dei mezzi, a cominciare dagli adorati Setra incontrati per primi in officina. Da Kässbohrer a EvoBus, sempre con noi…

Quanti anni aveva quando ha iniziato in EvoBus?
Sono più vecchio di EvoBus; ho iniziato 27 anni fa in Kässbohrer e avevo 20 anni. Oggi ne ho 47. Ho cominciato installando impianti di aria condizionata sugli autobus, con il mitico caporeparto Loris Vandini. Poi, a partire dal ’95, gli impianti di condizionamento cominciarono a essere installati direttamente in produzione. Ho lavorato in officina da sempre.
Oggi sono il sostituto del capo officina, aiuto i vari reparti al bisogno, in ambito elettrico e meccanico.

Una familiarità con gli autobus iniziata ancora prima…
Sì, già quando ero bambino talvolta accompagnavo al lavoro mio papà Daniele che costruiva le carrozzerie degli autobus. La passione me l’ha trasmessa lui.
Sono ricordi belli e dolorosi al tempo stesso, perché mio papà ci ha lasciati molto giovane, aveva 54 anni.

Cosa è cambiato nel suo modo di lavorare in questi vent’anni?
Anni fa in officina eravamo in pochi, una famiglia molto affiatata. Oggi la struttura è più grande, siamo più numerosi e i rapporti talvolta sono più impersonali. Ricordo colleghi anziani che hanno lasciato il segno: non trasmettevano solo nozioni, ma principi di ragionamento e avevano sempre il sorriso, anche di fronte all’errore.
Mi trovo bene, tuttavia, anche con i giovani colleghi, oggi che il senior sono diventato io.

Cosa le piace di più del suo lavoro?
Scoprire le evoluzioni sugli autobus. E’ una curiosità che non si spegne mai. Per esempio le evoluzioni dell’elettronica dagli anni ‘90 a oggi sono incredibili.
Sono soddisfatto quando il cliente è contento; è il nostro obiettivo che sia contento. Noi vendiamo un prodotto d’eccellenza con un valore commerciale importante, anche il servizio d’officina deve essere altrettanto d’eccellenza.

Il suo bus preferito?
Il Setra 516 con il tetto in vetro.
In realtà, Setra e Mercedes-Benz hanno moltissimo in comune dal punto di vista tecnico, ma io sono nato in Setra…

Ricorda un evento EvoBus cui ha partecipato?
E’ un ricordo recente: la gita dei dipendenti a Ulm in Germania organizzata a giugno 2016.
Abbiamo viaggiato con un Setra Top Class di Gaspari e abbiamo visitato produzione e magazzino in Casa Madre. Per me – appassionato d’autobus – è stata un’esperienza da pelle d’oca, spettacolare… Sarei rimasto là una settimana, non solo due giorni.

Le sue passioni oltre gli autobus?
L’autobus! – scherza Giuseppe, poi aggiunge – ma anche la mountain-bike, la moto e trascorrere tempo con la famiglia e gli amici…

Cosa si augura per i prossimi 20 anni?
Successo infinito per EvoBus.
Mi aspetto dall’azienda lo stesso impegno. Un impegno pari alla mia passione.

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