Il cognome evoca subito grandi imprese alpinistiche, l’accento è inconfondibilmente alto-atesino ed è un piacere sentirlo raccontare anche della sua malga e delle passeggiate a 4.000 metri… Anton Messner è un tecnico dell’officina di Bressanone di grande esperienza che da oltre 20 anni – 29 anni, precisa Anton – lavora per la nostra azienda e i nostri autobus.
Molti ricordi e molte storie che condivide con i tanti clienti ai quali in questi anni ha consegnato splendidi veicoli nuovi.

Ci racconta del suo lavoro di oggi e di come ha iniziato?
Ho sempre lavorato in officina. Sono meccanico e mi occupo dei collaudi e delle consegne.
Ho iniziato in
Kässbohrer Setra il 4 novembre 1987; avevo poco più di vent’anni e provenivo da un precedente impiego in Neoplan.

Cosa ricorda di quei primi anni?
Quando eravamo Setra l’azienda era più piccola, davvero come una famiglia, ora siamo diventati una ditta grande e strutturata, quindi è cambiato tanto.
Nella nostra filiale il clima è ancora molto familiare, ma l’azienda è diventata una multinazionale.

Una grande rivoluzione nel suo lavoro in questi 20 anni?
Nel 1999 ci siamo trasferiti dalla sede di Bressanone nord – eravamo in affitto presso il nostro cliente Pizzinini – nella nuova sede.
Da allora il lavoro è cambiato notevolmente, soprattutto dopo aver vinto le gare con SAD, l’azienda di trasporto pubblico locale. Questo ha segnato un grande incremento nel numero degli interventi e i ritmi si sono molto accelerati.

Cosa le piace o non le piace del suo lavoro o della sua azienda?
Sono soddisfatto del mio lavoro. Mi sono sempre trovato bene in azienda, ragione per cui ne faccio parte da 29 anni, sebbene in tutti i posti di lavoro ci sia qualcosa che potrebbe essere migliorato.
Ho sempre ricevuto puntualmente lo stipendio, e questo è importante, inoltre mi piace l’autonomia e la responsabilità di cui godo nel mio lavoro, perché Hanspeter –
Radmuller n.d.r. – ci concede fiducia.

Una soddisfazione professionale particolare che ricorda nei suoi 20 anni di lavoro?
Poiché faccio i collaudi con i clienti, ricordo la consegna del primo autobus serie 500. Andammo a ritirarlo a Ulm con il cliente Domanegg e ci fu presentata la macchina insieme.
Fu una giornata bellissima.

Ci racconta un viaggio, un evento, un meeting cui ricorda di aver partecipato?
Ho preso parte a tanti eventi EvoBus, spesso accompagnando i clienti.
L’ultimo viaggio è stato a giugno di quest’anno, la gita aziendale a Ulm di due giorni per la visita agli stabilimenti con i colleghi di Modena. E’ stato molto piacevole.

Ricorda il primo e l’ultimo autobus che ha riparato o consegnato?
Il primo lo ricordo ancora, era un Setra S 80 della ditta Maier Peter, mentre adesso sto preparando un Setra 517 HDH per la consegna a Latemar Reisen.

Poiché lei ha da sempre contatti con i clienti, cosa è cambiato per loro in questi 20 anni?
Prima anche i clienti erano più piccoli, avevano più tempo: dieci anni fa la consegna di un nuovo autobus era sempre una festa, cui si dedicava attenzione e importanza.
Oggi spesso non hanno neanche tempo per soffermarsi ed esplorare la macchina nuova, poi capita che mi telefonino alcuni giorni dopo per chiedermi spiegazioni.

Qual è il suo autobus del cuore?
Setra HDH TopClass. TopClass di nome e di fatto: ha una splendida vista e guidarlo è bellissimo.

Le sue passioni, oltre agli autobus?
Amo la montagna, ho una piccola malga a Velturno sopra Bressanone, con le pecore. Una volta, mi è anche capitato di incontrare il nostro A.D. Holger Dürrfeld in malga.
D’inverno amo andare a sciare, d’estate salire in quota a piedi fino ai 4000 metri.

Cosa osserva quando viaggia su un autobus da passeggero?
Prendo spesso l’autobus nella vita privata, ma qui in montagna ci conosciamo più o meno tutti e molti conducenti sanno che sono un tecnico EvoBus, allora mi capita che mi chiedano consiglio, per esempio di ascoltare un rumore particolare…

Un suggerimento per il futuro di EvoBus?
Caldeggio l’organizzazione di una bella giornata libera qui in filiale, con qualche macchina nuova da provare e wurstel per clienti… sarebbe bello!

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Hanspeter Radmuller, Bressanone
Giuseppe Ferrarini, officina
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Josef Brunner, EvoBus Bressanone

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