L’evoluzione tecnologica del cambio sugli autobus.
Cambio: quante cose sono “cambiate”…
C’è stato un tempo in cui la leva del cambio era alta quanto un bambino e qualche ora di guida comportava un discreto allenamento per bicipiti e deltoide; oggi, la leva, quando c’è ancora, è più simile al joystick di un videogioco e le marce entrano incredibilmente fluide, oppure è posizionata a portata di dito, per un completo controllo senza staccare nemmeno una mano dal volante.

Di che cambio sei?
Meccanico, automatizzato o automatico? Cominciamo a fare chiarezza: forse non tutti sanno che “automatico” e “automatizzato” sono nomi simili che indicano però dispositivi strutturalmente diversi: mentre il cambio automatico per il processo di selezione delle marce non utilizza componenti meccanici, il cambio “automatizzato” è un cambio meccanico a tutti gli effetti, azionato però dall’elettronica e non dall’autista.
Ma stiamo correndo troppo… meglio scalare le marce 🙂
All’inizio il cambio era solo meccanico: una leva con l’impugnatura a sessanta centimetri dal pavimento dell’autobus azionava funi di acciaio inguainate e lubrificate. Gli autisti veterani forse ricordano ancora i tempi della “doppietta” per scalare le marce. Poi nel cambio arrivò l’assistenza pneumatica per amplificare il movimento della leva, il controllo passò sul cruscotto e le marce diventarono molto più docili.

Lascia fare all’elettronica…
Il primo cambio “automatizzato” Mercedes arrivò con Euro IV; precedentemente si montava il cambio a 12 marce AS-Tronic ZF, poi, nel 2009, venne introdotto il cambio Mercedes automatizzato G0-240 a 8 marce. Come tutte le novità, il cambio a 8 marce incontrò un po’ di resistenze da parte dei drivers abituati a guidare con il precedente, tanto che per un certo periodo rimasero in gamma autobus equipaggiati con entrambe le tipologie di cambio fra cui scegliere.
Oggi, ai tempi di Euro VI, il cambio è GO-250: gli innesti sono più rapidi, la trasmissione di coppia molto più prestante, un programma di emergenza si attiva direttamente dai tasti al volante e, all’effetto “culla” che caratterizzava AS-Tronic, si è sostituita una ripresa più brillante.
Nessuna nostalgia ormai per il passato a 12 marce: tutti i modelli turistici EvoBus oggi montano cambi Mercedes e sono quasi nella totalità cambi automatizzati.
I vantaggi di lasciare all’elettronica l’incombenza di cambiare le marce sono molteplici: riduzione dei consumi, aumento del comfort per autista e passeggeri e minor impatto ambientale, sia per le emissioni, sia per il consumo degli oli esausti.
Esistono perfino cambi capaci di mettere in folle il veicolo in discesa (EcoRoll) per ridurre al minimo il consumo del carburante, permettendo al veicolo di avanzare più a lungo in fase di rilascio senza perdite della coppia motrice, assistiti da sistemi di controllo della velocità e di monitoraggio topografico come il PPC.
Il Predictive Powertrain Control Daimler Buses (PPC) – già da due anni optional disponibile sugli autobus turistici – integra dati topografici e GPS, rileva costantemente la posizione del veicolo e calcola il percorso con il profilo di altitudine. In base a questi dati, alla velocità attuale e impostata, alla massa del veicolo e ai dati su potenza, coppia del motore e cambio, il PPC regola non solo l’andatura, ma anche gli innesti scegliendo la marcia più idonea. Accelera prima delle salite, scala marcia in modo lungimirante, decelera prima del superamento delle colline e lascia andare il veicolo in discesa entro i limiti di velocità consentiti con una lieve spinta.
Per non parlare del comfort… con il cambio automatizzato l’esperienza di guida per il conducente diventa molto più rilassante: niente frizione, niente cambi e, se occorre, può sempre ritornare alla modalità manuale.

In città con il cambio automatico
Dispositivo completamente diverso è il cambio automatico che sostituisce ai componenti meccanici, ingranaggi e forcelle, un sistema azionato da olio, freni e frizioni idrauliche. Utilizzato soltanto per gli autobus urbani, è ideale per la guida nel traffico cittadino.
Il cambio automatico esisteva già alla nascita di EvoBus Italia nel ’96, ma da allora è stato protagonista di un’importante evoluzione tecnologica che oggi consente tempi di cambio più rapidi e maggiore fluidità.

E ora che vi abbiamo raccontato un po’ di storia del cambio… procediamo a marce lunghe e velocità di crociera verso i prossimi 20 anni!

Grazie ai formatori Renato D’Italia e Emanuele Cavallini per la collaborazione nella redazione di quest’ articolo.

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