I clienti li conosce tutti benissimo, anche se talvolta non li ha mai incontrati di persona. – Io lavoro dietro le quinte – racconta Monica – ma ho contatti con tutti, in azienda e con i clienti, che sono per noi importantissimi. Monica Gualtieri, collaboratrice dall’indole artistica prestata ai numeri dell’amministrazione EvoBus, ci racconta la sua esperienza ventennale in azienda – che è sempre la stessa, ma a me sembra di averne cambiate almeno tre…

Cosa ricorda dei suoi primi anni in EvoBus?
Io nasco in Setra. Quando ripenso a quei primi anni li associo con affetto alla mia giovinezza e ad un’azienda piccola e familiare. Poi è arrivata EvoBus Italia, molte cose sono cambiate, tutto è diventato più strutturato e tecnologico. Ricordo che, quando cominciai a lavorare, per le prime settimane dovetti “occuparmi” di una stampante grande come un’astronave. Il compito era evitare che i fogli a modulo continuo si inceppassero – racconta Monica sorridendo – poi le esperienze e le responsabilità si sono moltiplicate e ho svolto molte altre funzioni, sempre nell’ambito contabilità, amministrazione e finanza. Ho cambiato così spesso responsabili e procedure che mi pare di aver lavorato in molte aziende diverse.

Oggi di cosa si occupa?
Sono Credit Manager, mi occupo del cliente dal punto di vista finanziario dopo l’emissione della fattura.
Lavoro in un ufficio con due colleghe e ho contatti con i vari reparti dell’azienda – direzione, service center, commerciali – e con la Germania.

La prima e l’ultima cosa che ha imparato nella sua attività professionale?
La prima è la buffa gestione della stampante che vi ho già raccontato, mentre la formazione più recente riguarda il perfezionamento della lingua inglese cui mi applico con continuità. I responsabili amministrativi con cui devo rapportarmi sono sempre figure internazionali e l’inglese è indispensabile per la mia professione.

Ricorda il suo primo viaggio in Germania?
Fu nel 1999, nel momento del passaggio dalla lira all’euro. Mi recai in Germania con una collega ed ero comprensibilmente in ansia: si trattava della mia prima visita in casa madre, ero impensierita dalla lingua e dal cambio di valuta che richiedeva la messa in atto di molti cambiamenti sui quali dovevamo essere formate. Mi accolse una cittadina – Ulm – deliziosa, vidi come venivano costruiti gli autobus in uno stabilimento che oggi non è più in funzione e quello fu il primo di molti viaggi in Germania negli anni successivi.

Perché ha scelto di restare 20 anni nella stessa azienda?
Io non avrei mai immaginato di rimanere 20 anni nella stessa azienda, ma, in verità, non ho mai fatto in tempo ad annoiarmi, non ho mai ricoperto a lungo la stessa funzione professionale. Crescere con continuità mi ha permesso di rinnovare ogni volta la mia motivazione.
Non che sia sempre facile: cambiare responsabile ogni tre anni – questa è la media con cui ruotano i direttori amministrativi – significa ogni volta conquistarne la fiducia e imparare nuove cose. Ma è molto stimolante.

Come immagina la sua mansione nel prossimo futuro?
E’ difficile a dirsi. Dipenderà anche dalle normative che verranno introdotte. Sicuramente diventerà sempre tutto più virtuale; lo è stato per la digitalizzazione degli archivi e per gli scambi di valuta. Una volta, ad esempio, in EvoBus gestivamo una cassa contante, oggi è diventata praticamente inutile.

Il suo bus preferito?
Mi piacciono le automobili e gli autobus. Trovo che i Setra siano i più belli. Ogni volta che li incrocio in autostrada cerco subito il nome del cliente – li conosco uno per uno.

Come immagina gli autobus fra 20 anni?
Mi piace raccontare ai miei nipoti piccoli che le auto e gli autobus presto voleranno. D’altra parte un aeroplano senza combustibile, a energia solare, ha appena concluso il giro del mondo ed è probabile che il futuro del trasporto sia proprio il cielo.

Cosa si augura per i prossimi 20 anni?
Ad EvoBus auguro lunga vita, di diventare sempre più grande e consolidare la propria importanza nel settore.
A me, di coltivare sempre le mie passioni e magari trasferirmi in una città d’arte. –
Monica è appassionata di arte, mostre e teatro e dal ’99 si è occupata di decoro della ceramica e ceramica Raku, esponendo per beneficienza con altri artisti
A marzo, in occasione del mio ultimo compleanno ho ricevuto due tele da dipingere.
Lo farò, perché nella vita è importante guardare sempre avanti ed essere positivi.

Ci salutiamo con un ultimo aneddoto scherzoso…
Monica racconta che nel 1997, in occasione della prima cena di Natale EvoBus, l’amministratore delegato di allora propose scherzosamente l’elezione di Miss e Mister EvoBus e Monica conquistò il titolo – Sono trascorsi 20 anni ma, poiché non mi risulta ci siano stati più concorsi, sono ancora “reginetta in carica” 🙂

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